Il corpo è PREGHIERA!

Eccoci a conclusione della terza settimana d’Avvento!

Ci siamo lasciati condurre dalla parola PREGHIERA, la benzina della relazione con Dio!
Pregare, infatti, è un’azione che ha il sapore del familiare, cioè dell’autenticità e dell’intimità.
Hai presente quando sei sul divano prima di dormire con i calzettoni di lana fatti a maglia dalla nonna, il pigiamone di pile del mercato e non hai la forza di alzarti per lavarti i denti e andare a letto?
Ecco, Dio ti vuole incontrare così.
In un’altra parola nudo, pienamente nudo, inesorabilmente te stesso.

Pregare è stare nudo davanti a Dio. Lasciare che sia Lui a chinarsi su di te, lasciarti guardare proprio lì dove non vorresti mai. Mani e braccia aperte, arrese, abbandonate. Lì Dio ti parla, ti racconta la bellezza che sei, ti riveste di te e di Lui. Così dalla nudità Egli parte per cucire a tua misura un abito d’Amore senza misura. Ascoltando la Sua voce puoi essere tu stesso voce di questa rivoluzione per la tua vita e per la vita di chi ti è accanto.

Proprio come Giovanni che, per essere certo di non capire male, è andato nel deserto e nel deserto si è fatto voce della Voce, per preparare la Via alla Verità e alla Vita, a Gesù. Pervaso dalla Luce si è fatto lampada, i suoi occhi risplendevano di quell’ Amore caloroso che aveva incontrato. Questo lo rendeva luminoso, capace di dare testimonianza alla Luce Vera perché illuminato da un incontro che ha toccato profondamente la sua vita.

Abbiamo avuto il coraggio, in questi 7 giorni, di lasciarci toccare da Lui, così?
Gli abbiamo permesso di rivestirci della Sua grazia dopo esserci spogliati?

Beh, noi, facendo girare la nostra settimana attorno a Giovedì sera, momento nel quale abbiamo donato una testimonianza sul verbo ABBRACCIARE per l’Azione Cattolica di Viterbo (trovate qui il video https://youtu.be/KboHjHG6XJE), ci siamo immersi nel nostro vissuto, nel nostro nido, nel nostro abbracciarci in famiglia. Siamo stati presi dal turbinio di emozioni e parole che risuonavano in noi e, più di una volta, per ultima proprio 5 minuti prima del nostro intervento, ci siamo guardati chiedendoci “Ma cosa diciamo? Cosa abbiamo da dire noi, due poveretti che stanno strippando giorno e notte con i bisogni dei propri figli? E poi ci vedono così, con queste occhiaie…”.

E lì si è incarnato il nostro essere preghiera nella settimana. Proprio lì dove di nostro non avremmo avuto nulla da dire di interessante, proprio lì nella nostra nudità delle nudità, proprio lì dove ci saremmo buttati via…è entrato Gesù, facendo risplendere il nostro volto, la nostra voce, i nostri occhi, di una Luce veramente celestiale!

Nel non scartare nulla di ciò che siamo, nel ritenere tutto un dono e una grazia se vissuto in Cristo, nel donarsi combattendo il nostro più infimo egoismo…abbiamo potuto essere preghiera con il corpo e non a parole, vivere un Amore concreto da figli, risplendere e aggiungere un tesorino in più nel Cielo! (http://uncorpomihaidato.com/quando-pregate-non-sprecate-parole/)

“Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.” (Mt 7, 21)

Una bella frase di una nostra amica ci risuona “Renditi disponibile e vedrai meraviglie!” (Debora Vezzani – https://instagram.com/deboravezzani_official?igshid=zrgtdmt1only)
Per noi il corpo è stato ed è preghiera proprio in questo: darsi completamente a Lui, senza maschere, per essere rinnovati e vedere accadere cose impensabili!

Questo sperimentare Dio proprio nell’ umanità più profonda è venuto fuori in modo lampante anche nelle vostre risposte!

COME IL CORPO È PREGHIERA?

Attraverso la tenerezza

Con il pianto

Quando abbraccia e protegge. Quando è proteso verso l’altro e verso l’Alto

Chinata

Quando si avvicina alle ferite dell’altro con grande cura

Nel saper attendere, non avere la pretesa di capire tutto subito

Nelle azioni della vita quotidiana sempre tese verso Dio

Quando accoglie ed è strumento di un Amore più grande

Quando si dona, quando ogni sua azione quotidiana è offerta, quando accoglie le gioie e i dolori

Attraverso la sua complessità e perfezione

Quando si sente che dove non arriva il corpo, arriva Lui

Nel prendersi cura dei figli! È una Messa continua ❤

Quando è stanco, insieme pesante e svuotato…e ha bisogno di essere nuovamente riempito

Il corpo è preghiera quando ti alzi la mattina e vai a lavorare, a scuola, a trovare una coppia di sposi che ha perso l’unico figlio, allatta, si prende cura di sé, della famiglia, degli altri e perché no anche della casa!!! Insomma ogni nostra azione compiuta, non solo pensata, è una lode al Signore!!

Nel godere della meraviglia di un abbraccio del proprio amato, amato da Lui e amati in Lui

Il corpo è preghiera quando tocca il limite

Leggendovi abbiamo respirato quanto il limite umano sia trasformato e sorpassato da un Dio geniale, che non rinuncia a scommettere su di noi!
Il nostro corpo mette le ali e non si stanca quando accetta di essere solo Suo!

Grazie di cuore e…dopo esserci innamorati di un Amore top, aver sentito sulla nostra pelle nuda il Suo calore ed esserci fatti rivestire di Grazia per essere preghiera…tutti pronti per la conclusione dell’Avvento?

A domani!

Emanuele&Marianna

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